II. ASSEMBLEA-FORUM DELLA CLN - 1/2/3 SETTEMBRE

II. ASSEMBLEA-FORUM DELLA CLN - 1/2/3 SETTEMBRE
Grande Albergo Fortuna - Chianciano Terme

18.8.17

PATRIOTI! di Daniela Di Marco


Più sotto il programma dei lavori della II Assemblea e le modalità per partecipare

Mancano 3 settimane alla II Assemblea della nostra Confederazione.
L'avviso che stiamo facendo circolare in rete, sta riscuotendo un notevole successo, a conferma di quanto speravamo: c'è nel nostro Paese non solo un malcontento crescente, ma una vasta disponibilità ad ascoltare la voce di chi, come noi, ritiene che non tutto sia perduto, che possiamo evitare che il nostro popolo finisca nel baratro in cui lo stanno conducendo forze politiche e sociali che hanno accettato non solo crudeli terapie austeritarie, ma continuano a sostenere che occorre restare imprigionati nella gabbia eurotedesca. 


Siamo in tanti a pensare che l'Italia un'altra volta ancora vede menomate la sua sovranità e la sua indipendenza.

L'occupante non invia truppe e carri armati ma ci sta colonizzando sfruttando la sua potenza finanziaria e commerciale, ciò è possibile perchè da decenni siamo governati da forze politiche, di destra e di sinistra, che dietro il paravento dell'europeismo si sono messe al servizio del nemico (che quindi abbiamo anche dentro casa).

La Grecia con l'umiliante capitolazione di Tsipras, ci mostra cosa potrebbe accadere al popolo italiano se continuiamo ad ubbidire ai diktat dei tecnocrati europei e se seguiamo le regole disumane della globalizzazione.
Ma l'esempio di Tsipras ci mostra anche un'altra cosa: che movimenti di opposizione spinti al governo dalla ribellione popolare, incapaci di tenere la schiena dritta, finiscono per tradire il mandato ricevuto dai cittadini.

Noi ci consideriamo alternativi alla Lega Nord di Matteo Salvini che usa la questione dell'immigrazione come uno strumento di distrazione di massa per non rispondere alle vere e grandi questioni sociali.
Non è un caso che dopo aver tanto strillato contro l'euro, ora, proprio come certa sinistra, parla di una astratta "disobbedienza ai trattati".
Non avviene a caso, ma per ritornare alla casa madre neoliberista e berlusconiana – vedi l'indecente proposta della Flat Tax.

Noi non consideriamo il Movimento 5 Stelle un nostro nemico, poichè esso rappresenta l'inarrestabile indignazione che dal basso sale nella società.
Nella primavera prossima ci saranno decisive elezioni politiche.
Noi non facciamo gli scongiuri come i vecchi partiti di regime in caso di vittoria del Movimento 5 Stelle. Non per questo siamo disposti a firmare una cambiale in bianco verso un movimento ambivalente che non propone un programma chiaro di rottura con le politiche neoliberiste.

Per questo c'è bisogno, in vista delle prossime decisive elezioni politiche, che i cittadini trovino sulla scheda il simbolo e il programma di un movimento patriottico che si batta per la giustizia sociale, la democrazia popolare e la sovranità nazionale.

Non solo per discutere di questa proposta, ma appunto per realizzarla, noi svolgeremo la nostra II Assemblea.
La lista che abbiamo in mente ha un nome e un cognome: ITALIA RIBELLE E SOVRANA.

Ce la faremo?
Sì se si metteranno in moto migliaia di attivisti.
Vorremmo uscire da questa assemblea lanciando un appello, una chiamata alle armi.
Noi non siamo un partito, siamo un movimento politico che unisce gruppi e associazioni.

Se come speriamo, in migliaia nei prossimi mesi, risponderanno positivamente al nostro appello, saranno loro stessi, nei rispettivi territori, nelle rispettive circoscrizioni elettorali, a doversi autoorganizzare.
Allora il nostro sogno diventerà possibile.
La nostra Assemblea è aperta a tutti coloro i quali, armati di buona volontà, sentono la necessità di rimboccarsi le maniche e darsi da fare.

ITALIA RIBELLE E SOVRANA 
Idee e proposte della CLN

ASSEMBLEA NAZIONALE
Chianciano Terme. 1-3 settembre
Grande Albergo Fortuna

Programma dei lavori

Venerdì 1 settembre
FORUM INTERNAZIONALE

Prima sessione - Ore 10:00-13:00

GRECIA
Dopo Syriza Alba Dorata?

GERMANIA
Die Linke è un’alternativa alla socialdemocrazia? 


GRAN BRETAGNA
Dalla Brexit all’affermazione di J. Corbyn 


Seconda sessione ore – Ore 15:30-19:00

SPAGNA
Podemos e la Catalogna: secessione o Spagna federale?

FRANCIA
Per un nuovo patriottismo: l’esperienza e la proposta di France Insoumise

Ore 21:00-23:00

SICILIA LIBERA E SOVRANA: VERSO LE ELEZIONI REGIONALI DEL 5 NOVEMBRE



Sabato 2 settembre

ASSEMBLEA DELLA CONFEDERAZIONE

(Prima parte) - Ore 10:00-13:00

“LA CRISI SISTEMICA ITALIANA E I SUOI POSSIBILI SBOCCHI”

(Seconda parte) - Ore 15:30-19:00

CHE FARE? LA NOSTRA PROPOSTA: ITALIA RIBELLE E SOVRANA

  dopo cena ci diamo alla pazza gioia 
  concerto musicale dal vivo 

Domenica 3 settembre

ASSEMBLEA DELLA CONFEDERAZIONE


(Terza parte) - Ore 09:-13:00

VOTAZIONE DOCUMENTI ED ELEZIONI DEGLI ORGANISMI DIRIGENTI



Per informazioni:

scrivere una mail a: Conf.liberazionenazionale@gmail.com



Modalità di prenotazione:

La prenotazione si effettua presso “
Consorzio Alberghiero  CLANTE HOTELS”
inviando una mail a  
info@clantehotels.it  / clantehotel@gmail.com   
o telefonare al 0578 63360 – 63037  Cell.: 347 394 4759


Costo giornaliero a persona in pensione completa (comprensivo di quota di partecipazione alla II Assemblea-Forum, pari a 10 € al giorno)


€ 50 al giorno in camera doppia*

€ 60 al giorno in camera singola*




€ 18 eventuale pasto extra bevande incluse

la pensione completa comprende il pernottamento, la colazione, il pranzo e la cena. Sono incluse le bevande ai pasti.

NB: è possibile partecipare anche senza pernottare e usufruire dei pasti presso la struttura che ospita l'Assemblea-Forum. In tal caso, è richiesto un contributo di 10 € al giorno a ciascun partecipante o di 5 € se si partecipa ad una sola sessione, da cui sono esonerati i disoccupati. 
***

Chi non potesse partecipare alla II. Assemblea ma volesse sostenere la nostra causa, può inviarci un suo contributo finanziario, anche modesto.
Come fare? Effettuando un versamento sul nostro conto corrente Banco Posta Click (su cui si può versare online o da qualsiasi sportello bancario e postale):

Intestatario: Daniela Di Marco
codice Iban: IT80F 07601 03000 001021116494
causale (se richiesta): II. Assemblea-Forum CLN 

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ITALIANI, POPOLO DI PECORONI? di Luca Massimo Climati

L’esercito vigliacco e presuntuoso degli “auto-razzisti”
Un triste mantra accomuna i radical chic ed i finti coatti da bar dello sport, che poi sono due facce della stessa regressione barbarica.

La loro irricevibile sentenza empirica, ci descrive e consegna un popolo di presunti pecoroni, incapace di ribellarsi-sollevarsi: quello degli “Italioti, razza dannata!”.

Come se tutti gli altri Popoli, a prescindere dalle oggettive condizioni, naturalmente a-sincroniche di sviluppo, cultura e storia, fossero tutti più portati all’eroismo o quantomeno ad avere un minimo senso civico o di appartenenza o comune senso di giustizia.

Se riflettiamo un attimo sul numero di commentatori sputacchianti sul popolo italiano e la loro magnifica diffusione, ne verrebbe fuori un vero e proprio esercito di potenziali militanti, capace di spazzare via, se unito, qualsiasi nemico reazionario o corrotto, che vanifichi i loro desiderata e cambiamenti …da chiacchiere e distintivi.

Invece no: nulla cambia, i loro commenti fluidificano e battono il tempo dei nostri problemi come una noiosa messa cantata coralmente.

In fondo è un alibi perfetto, gattopardesco e fancazzista: affinchè nulla cambi, bisogna rendere nulla l’evoluzione storica, sociale e culturale. Sottoscrivere rivoluzioni galattiche, super-internazionalismi ed anti-capitalismi, mai masticabili per colpa di quei pezzenti degli “italioti”…..quindi meglio starsene a casa, ad inviare mail narcisiste ed atomizzate o ad emettere inutili sentenze.

C’è qualcosa di profondamente “razzista” e “super-omista”, diciamolo, chiaramente fascistoide nel loro pensiero da bancarella: il disprezzo delle masse e la presunzione di avere capito tutto, dall’alto di una esperienza parziale-settoriale-provinciale (senza offesa per chi sia oggettivamente abitante in centri minori) e dalle probabili prime fregature ricevute nel duro cammino della Liberazione.

“Loro hanno capito tutto”… la colpa è degli esseri inferiori che non permettono che le loro idee superiori per investimento divino o di razza eletta, possano applicarsi. Essi proiettano nell’Iperuranio un cinquantuno per cento irraggiungibile, per colpa o degli idioti che credono alle chiacchiere degli imbonitori o di chi si vende per un piatto di lenticchie.

Il loro idealismo però si muta in cinismo, dal momento che se ne guardano bene dal domandarsi il vero perché delle cose, come mai e quale consolidamento di sfiducia porti la loro disprezzata plebe italiota a preferire l’uovo subito piuttosto della gallina invisibile.

Il razzista vero disprezza il Popolo, la gente: non possiede sentimenti di empatia o di pietas: è la vergognosa monade o la nullità atomizzata che giudica e corregge gli errori con la doppia matita colorata, ma non ne cura causa ed effetti.

Se non si hanno sentimenti genuini di amore per gli esseri umani, percependo la sofferenza e l’ingiustizia nelle loro vite, ascoltandone il sibilo e il dolce suono delle sane aspirazioni, non si può aspirare ad un processo rivoluzionario o di minimo positivo cambiamento.

Sono oramai troppi coloro i quali si appellano alla presunta impossibilità del Popolo Italiano alla propria legittima Rivoluzione, per la quale si può decidere scientemente di destinare tutta una vita, illusioni perdute e sconfitte comprese. In questo caso la scelta è tutta vostra, cari censori degli “Italioti”, ma ve ne guardate forse da tali fatiche, o meglio RESPONSABILITÀ.

Invece di emettere sentenze da bar dello sport, studiatevi la storia, ma soprattutto prima impegnatevi e date un senso alla vostra probabilmente inutile ed invisibile esistenza o linea di galleggiamento, su questi mari nostri.

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15.8.17

ITALIA-EURO-GERMANIA: UN TRIANGOLO IMPOSSIBILE di Piemme

«Sarà facile persuadere la Germania?
certo che no. (...) La Germania intende rafforzare la normativa fiscale e assoggettare i Paesi che non si adeguano a qualcosa che assomiglia, in pratica, a un governo coloniale, esattamente quello che è successo alla Grecia, ma su scala più vasta».
Wolfgang Münchau


Dopo le elezioni tedesche, se diamo per scontata la vittoria della Merkel, il governo tedesco, forte dell'appoggio di Macron, darà un'accelerazione alle manovre di "riforma, rafforzamento e integrazione dell'Unione europea".

Ma cosa deve intendersi per "riforma, rafforzamento e integrazione"?
La Commissione di Junker ha posto di recente sul tavolo le sue proposte. Formalmente rappresentando l'Unione, essa tenta di dare una botta al cerchio e una alla botte, proponendo soluzioni farraginose che sulla carta dovrebbero tuttavia rappresentare un compromesso tra i diversi e in certi casi opposti interessi nazionali.

Che questo non sarà possibile non lo diciamo soltanto noi, ce lo dice l'autorevole economista Wolfgang Münchau con un editoriale sul Financial Times, tradotto e pubblicato sull'ultimo numero di L'ECONOMIA del Corriere della Sera.*

Münchau da infatti per scontato che quelle della Commissione sono proposte, oltre che pasticciate, destinate a restare sulla carta, poiché alle fine la spunterà la Germania, e se la spunta la Germania saranno guai seri per l'Italia.
Münchau è anzi più netto: la Germania tenterà di innestare "il pilota automatico ordoliberale controllato da Berlino". Se questo accadrà l'Italia sarebbe massacrata,
verrebbe costretta ad uscire dalla zona euro. "Roma deve quindi sviluppare un suo Piano B", invertendo la linea di subalternità alla Germania sin qui seguita, consapevole che la sua uscita sarebbe letale per la moneta unica, e anzitutto per la Germania.
Il nostro, che non è certo un anti-euro, scrive poi senza peli sulla lingua:

«Sarà facile persuadere la Germania?

certo che no. (...) La Germania intende rafforzare la normativa fiscale e assoggettare i Paesi che non si adeguano a qualcosa che assomiglia, in pratica, a un governo coloniale, esattamente quello che è successo alla Grecia, ma su scala più vasta».

Münchau va quindi al punto, indicando in quattro punti quale dovrebbe essere il "piano B" dell'Italia.

(1) Un'unione bancaria con sistema collettivo di garanzia dei depositi e l'istituzione di una Bad Bank estesa a tutta la zona euro;
(2) Decretare la fine del Fiscal Compact;
(3) Attuare un'unione fiscale con forte capacità d'investimento e con capacità di emissione di debito;
(4) l'impegno della Bce a difendere i debiti sovrani dalla minaccia dello spread. 


Conclude quindi Münchau che se tutte queste politiche venissero attuate, "non ci sarebbe motivo di preoccuparsi del futuro dell'Italia in seno alla zona euro". In caso contrario lascia intendere che l'Italia sarebbe costretta ad abbandonare l'eurozona.

Quindi il Nostro lancia l'ultimo avvertimento a chiunque si trovi al governo a Roma:

«Non pensate per un solo momento che Macron vorrà difendere gli interessi dell'Italia nel prossimo dibattito sulla riforma dell'eurozona». Morale della favola: nei prossimi mesi si decide l'assetto futuro dell'Unione europea, che tipo di "riforma, rafforzamento e integrazione" si farà strada. Ma visto che la Germania non abbandonerà la sua pretesa di dominio coloniale, la decisione finale starà alle altre nazioni e fra queste, prima su tutte l'Italia. Avremo la capitolazione? Avremo un Monti-bis? La spunterà il "partito tedesco" ordoliberista?

Siamo alle porte dell'epilogo dello psicodramma nazionale ed europeo. Anche per questo decisive saranno le prossime elezioni. Comunque vada vale la massima cinese: "C'è disordine sotto il cielo, la situazione è eccellente...

*Ricordiamo che Münchau partecipò al recente convegno di 5 Stelle, ricordando loro: «È sbagliata l’idea del referendum. Se vuoi uscire dall’euro devi fare come in guerra: non devi annunciarlo prima, altrimenti il sistema collassa e con lui le banche».

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14.8.17

"CERVETERI'S BURNING" di Luca Massimo Climati

NIENTE DEVE RESTARE IMPUNITO!
 
Anche se per maturati e legittimi motivi molti di Noi, fortunati, sono in vacanza fuori dall'amato paese, le brutte notizie arrivano in rete.

Credo che nessuno possa annoverare nelle cronache di Cerveteri
dell'ultimo secolo ed oltre un simile scempio, come quello prodotto dai troppo numerosi roghi negli ultimi mesi estivi.

La stagione calda, il maestrale e la abnorme siccità, in un certo senso collegata al fenomeno, dal punto di vista del danno irrazionale prodotto all'ambiente da un falso progresso, non bastano a dare una vera risposta a questo sistematico moto distruttivo.
L'ultimo incendio quello che ha incenerito gran parte della valle del Manganello e Monte Abatone, minacciando il Paese, Ceri, interrompendo la già pericolante ed irrisolta Settevene Palo è un simbolico attacco finale al cuore del territorio, della sua storia e radici: una sfida a Cerveteri stessa!

Fuori dai denti: l'Italia è carente di posti di lavoro, soprattutto nella protezione civile e nella manutenzione.
-Improvvido è stato lo scioglimento della guardia Forestale
-Troppo basso il numero di Vigili del Fuoco e scarse le risorse a loro disposizione
-Manutenzione stradale zero

Se una forza politica responsabile, proponesse un "roosweltiano" (e Keynesiano) new deal, assumendo centinaia di giovani a spasso come Ausiliari della Tutela Territoriale, almeno, da maggio a novembre (stagione delle alluvioni), vedrebbe burocratiche e giustificate solite litanie, sul fiscal compact, sui parametri di spesa ed altre "puttanate" che tutti subiamo, nella gabbia UE. 

Poi ci sta il "non detto" ma "possibile o sottinteso": un opera di ricatto delle istituzioni locali ed altro ad assolvere magari "a conti non detti in sospeso da verificare" o altr forme di pressione in un assenza totale di legalità, giustizia: Ordine democratico.
 

Come si diceva ...."a pensar male si pecca ma forse poi ci si avvicina a qualcosa di vero"...

La repressione esiste solo per poveri cittadini o per chi ruba la famosa mela o super di 10km il limite di velocità o altre frescacce.
Cresce la rassegnazione, che è la coltura intensiva di moda che germina rigogliosa su queste ceneri e sfracelli.
Io scelgo una sana e consapevole rabbia: non sono nato qui, ma ho il sangue agli occhi e non voglio rassegnarmi.
Meglio essere creduto folle o una onorevole sconfitta e accettare la sfida, che una resa incondizionata vile a questa barbarie.
Cerveterani, ribelliamoci, uniamoci confrontimoci: non permettiamo che brucino ancora le radici, la bellezza e la vita.
Giovani: è il momento di scegliere una vita diversa, guerriera, curiosa, appassionata; intesa come Militanza.
Troppi parolai, primedonne, falsi intellettuali; rompicoglioni in rete, petulanti e noiosi: le cose si sanno, ma nesuno ci mette la faccia oltre il mero interesse spiccio.

Ci sarà da rimboccarci le maniche, ma ce la faremo: il futuro è dei buoni, dei generosi, dei forti, dei creativi.
Serve ora Il Coraggio.
Il fuoco che arde nei nostri cuori, spegnerà questa distruzione quotidiana.

Luca Massimo Climati per Cerveteri Libera

(aderente alla CLN-ITALIA RIBELLE E SOVRANA)

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ALITALIA ALL'ITALIA! OBBIETTIVO 3MILA FIRME IN VISTA

APPELLO per NAZIONALIZZARE ALITALIA
mancano 200 firme all'obbiettivo


ALITALIA ALL’ITALIA
«Le chiacchiere (liberiste) stanno a zero: malgrado condizioni di mercato ottimali, nonostante costi del carburante in discesa e quelli delle maestranze tra i più bassi d’Europa, tutti i tentativi di privatizzazioni sono falliti.
Errare è umano, perseverare è diabolico. In barba ad ogni evidenza il compito che il governo ha affidato ai tre commissari è quello di mettere all’asta Alitalia, nel caso smembrandola per svenderla per quattro soldi. Si tratterebbe di una soluzione suicida e irrazionale.
L’Italia può e deve avere una sua compagnia di bandiera e questo è possibile solo se Alitalia torna in mano pubblica.
Con molto meno dei 20 miliardi spesi l’anno scorso per salvare le banche, può essere approntato un piano per rilanciare Alitalia facendone una compagnia solida e competitiva.
Alitalia, in quanto perno del trasporto aereo nazionale, ha un’importanza strategica ben superiore a quella di qualche minuscola banca commerciale. Tanto più lo ha per il nostro Paese il quale, per il suo essere culla di civiltà, può diventare la principale meta europea di flussi turistici dal resto del mondo.
Alitalia non è solo l’icona del nostro Paese né un dato numero di aerei che solcano i cieli; è un volano prezioso per un indotto d’avanguardia, un serbatoio straordinario di professionalità e mansioni di altissimo livello, senza le quali un Paese non può pensare di avere un ruolo di punta.

Il nostro Paese ha le risorse finanziarie, le competenze e il know how per tenere in piedi una sana e forte compagnia di bandiera.
Ogni volta che si è trattato di far accettare ai cittadini enormi sacrifici ci è stato detto “facciamo come i Tedeschi!”.
Per una volta, siamo d’accordo anche noi.
Facciamo come in Germania dove Lufthansa è diventata la principale compagnia europea anche grazie allo Stato che detenendo il 60% della proprietà ha effettuato investimenti colossali, rifiutando di esternalizzare servizi di manutenzione e attività di assistenza.

Le gravi difficoltà di Alitalia sono dipese in primo luogo dalle scelte dell’Unione Europea la quale, a partire dagli anni ‘90, ha progressivamente disegnato l’attuale assetto oligopolistico del trasporto aereo europeo per cui fin dall’inizio si è previsto che nei cieli europei avrebbero dovuto infine operare tre sole compagnie globali: Air France, British Airwais e, per l’appunto, Lufthansa.
Si può e si deve rompere questo regime oligopolistico imposto al nostro Paese.
La rinascita di Alitalia non è solo un atto dovuto verso le sue orgogliose maestranze ma è anche un atto necessario per riconsegnare alla comunità nazionale un pezzo strategico di sovranità svenduta da chi ci ha governato negli ultimi 30 anni.

Nazionalizzare Alitalia è infine necessario per mettere una pietra sopra al far west dei cieli e porre un limite alle scorribande di compagnie straniere (non solo low cost) che fanno lauti guadagni sfruttando i lavoratori e depositando i profitti all’estero».


Primi firmatari:
Marino Badiale
Franco Bartolomei
Ugo Boghetta
Sergio Cesaratto
Luca Massimo Climati
Luigi De Giacomo
Beppe De Santis
Carlo Formenti
Fabio Frati
Dino Greco
Paolo Maddalena
Leonardo Mazzei
Marco Mori
Manuela Palermi
Moreno Pasquinelli
Ferdinando Pastore
Mimmo Porcaro
Bruno Steri
Fabrizio Tringali
Marco Zanni

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13.8.17

ANARCO-IMMIGRAZIONE: ANCHE BERNIE SANDERS DICE NO

Giorni addietro davamo conto delle posizioni sull'immigrazione sia di Geremy Corbyn —CORBYN: NO ALL'IMMIGRAZIONE ALL'INGROSSO— che di J. L. Melenchon —IMMIGRAZIONE: MELENCHON NON PIACE PIÙ AI COMPAGNI ITALIANI.
E segnalavamo come, a causa del loro rifiuto dell'anarco-immigrazione, entrambi non sono più nelle grazie della sinistra-sinistrata italiota.  Un'altra tegola si abbatte adesso sui fondamentalisti dell'accoglienza a prescindere. Si tratta delle affermazioni di Bernie Sanders. Dopo essere stato portato sul palmo della mano dall'élite della sinistra "radicale", facile immaginare che cadrà in disgrazia anche lui. Ora i sinistrati sono davvero orfani, non resta loro, come mentore, che il gesuita Papa Bergoglio. Veniamo a sapere della tegola dall'amico Thomas Fazi che ha tradotto nella sua pagina facebook, uno stralcio di una lunga intervista rilasciata a fine luglio a Ezra
Klein (vedi più sotto tutta la registrazione). Riportiamo il decisivo passaggio sull'immigrazione.



«EZRA KLEIN. Da socialista democratico quale sei, hai naturalmente un approccio internazionalista alle cose. Se guardiamo alla questione della povertà globale, per esempio, immagino che questo approccio ti porti alla conclusione che negli USA dovremmo aumentare notevolmente il livello dell'immigrazione, e magari anche adottare una politica di apertura totale delle frontiere...
BERNIE SANDERS. Apertura delle frontiere? Questa è una proposta di destra.
EZRA KLEIN. Ma arricchirebbe molti poveri nel mondo...
BERNIE SANDERS. Sì, e renderebbe più poveri gli americani. sarebbe la fine del concetto di Stato-nazione. Se credi nell'idea di Stato-nazione, ritengo che tu abbia anzitutto il dovere di fare tutto il possibile per aiutare le persone nel tuo Paese. I conservatori, i padroni in questo Paese non sognano altro che una politica di frontiere aperte, per portare dentro gente disposta a lavorare per 2-3 dollari l'ora. Per loro sarebbe una manna dal cielo. Io la penso in maniera completamente diversa. Io penso dovremmo aumentare i salari. Penso che dovremmo fare tutto il possibile per creare milioni di posti di lavoro per le persone attualmente disoccupate in America. Sai qual'è il tasso di disoccupazione giovanile negli USA oggi? Il 33% per i laureati bianchi, il 36% per gli ispanici, il 51% per gli afroamericani.Pen si veramente che dovremmo aprire i confini e portare dentro il Paese masse di lavoratori a basso costo? Non pensi che forse dovremmo cercare prima di tutto di creare posti di lavoro per quei ragazzi disoccupati? Penso che da una prospettiva morale abbiamo il dovere di lavorare con il resto del mondo industrializzato per affrontare il problema della povertà internazionale, ma non è impoverendo le persone in questo Paese che si affronta il problema».

Ogni parola in più è superflua, salvo sottolineare che nelle condizioni sociali date, il filantropismo simil-umanitario per cui "via le frontiere, entrino tutti", non è solo una bestialità politica, è una posizione immorale.


 

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